C’EST À L’AUBE DE DEMAIN.

C’EST DEMAIN?

CONSIDERAZIONI INATTUALI N. 33

di Lucio Manisco 6 settembre 2011


Vogliamo credere con tutte le nostre forze che la vera notte della repubblica stia volgendo al termine con le ultime turpitudini di questa torrida estate. Vogliamo credere, come cantava Yves Montand, che questa sia l’alba di domani, che gli uomini stiano stringendo i pugni, che “c’est demain”, che il domani sia già arrivato.
Perché quale sia per essere questo domani, con le funeste, pesanti eredità degli ultimi diciassette anni, con quelle catastrofiche dell’ultimo biennio abbiamo almeno individuato l’inizio del tunnel in cui entrare per arrivare alla luce.
Un ottimismo sia pure relativo, una speranza ancora tenue hanno assunto certezza oggi, sei settembre, con lo sciopero generale della CGL-FIOM, sindacati di base e militanti della UIL, CISL in rivolta contro il tradimento dei dirigenti. Abbiamo visto i loro pugni serrati, abbiamo sentito i loro “basta!” contro l’ultimo lurido e letale attentato della manovra ai loro diritti sanciti dopo anni di dure lotte dallo statuto dei lavoratori.
E pochi giorni prima ad Amburgo e Francoforte avevamo registrato i segni premonitori di un risveglio, di un riscatto italiano ed europeo tra gli operai della IGMetal, tra gli iscritti della Linke, nella stessa batosta elettorale inflitta alla signora Merkel, nell’irritazione sorda e diffusa in vasti settori dell’opinione pubblica tedesca contro i fallimentari modelli di sviluppo e cioè di sfruttamento di un’Unione Europea che, crollato ogni infingimento, viene da tutti o quasi tutti ribattezzata “Unione dei registratori di cassa”.
Doveroso e increscioso riferire dello sgomento di un collega del Frankfurter Rundschau con cui avevamo discusso del crollo della popolarità di Silvio Berlusconi: “Ma come è possibile – aveva esclamato – che ci sia ancora un 18 per cento di italiani che si fida ancora di un simile pagliaccio?”
Oggi nelle strade e nelle piazze di Roma di quel 18 per cento non abbiamo visto traccia.
C’est à l’aube, c’est à l’aube de demain?
NO: C’est demain!