CONSIDERAZIONI INATTUALI n. 49 e 50 BIS


7 marzo 2013

UNA FANTAPOLITICA CARENTE SUI NUMERI MA VEROSIMILE SULLA SOSTANZA.

Il PDL in rimonta e Berlusconi non è stato arrestato. La coalizione PD-M5S improbabile, ma ancora possibile. E si riparla di Monti o di un altro autorevole tecnico.

di Lucio Manisco

Le bizzarre anticipazioni fantapolitiche di Considerazioni Inattuali n. 49 e n. 50 del 21 febbraio u.s. e postdatate 1° aprile e 1° giugno 2013 non hanno coinciso con i risultati elettorali del 24-25 febbraio, ma non risultano del tutto sballate a giudicare dagli eventi degli ultimi giorni.
La sfera di cristallo di chi le ha redatte si è rivelata almeno in parte opaca sui numeri dei nuovi schieramenti parlamentari: il PDL-SEL ha ottenuto la maggioranza alla Camera (340 seggi invece dei 256 previsti), il M5S si è fermato ai 110, 34 in meno di quelli anticipati, il PDL non è stato sgominato ma è salito a quota 121. Quasi esatto l’esito del PDL-SEL al Senato, 123 seggi invece di 122 e minore il successo dei Grillini. Gli effetti, per quanto riguarda l’incerta ma pur sempre possibile formazione di un governo PD-SEL con l’appoggio esterno del M5S, di una sua parte e di transfughi di provenienze diverse, hanno trovato sostanziali riscontri nei voli di fantasia delle due precedenti Considerazioni Inattuali: governo instabile e elezioni anticipate.
E’ pur vero che Silvio Berlusconi non è stato arrestato “come Al Capone” ma è anche vero che questa volta non basteranno più una dimostrazione di piazza o un ennesimo ricorso alla sua arte della fuga dopo le sopraggiunte pesanti incriminazioni sul caso De Gregorio, Lavitola, Scilipoti & co.
Le alternative ad un “governo degli otto punti” e di breve, brevissima durata vanno al di là della fantapolitica e fanno raggelare il sangue nelle vene. Beppe Grillo in tail-coat e cilindro da Re Giorgio al Quirinale: “Maestà, vi porto l’Italia dei vaffan…?” Un altro governo tecnico con Monti o chi per lui che reintroduca la tassa sul macinato e rilanci la guerra al brigantaggio grillino sull’Appennino ligure con la Luftwaffe della Merkel e i droni di Obama?
A parte le baggianate dell’Apocalisse di Giovanni, è demenziale l’assenza in quello che passa per dibattito politico nazionale dei due fattori fondamentali della crisi: i vincoli capestro dell’Unione Europea e il secondo baratro che si sta aprendo nell’economia mondiale a causa del fiscal cliff e della sequestration nel dissennato duello tra Barack Obama e il congresso degli Stati Uniti.

Lucio Manisco