Considerazioni Inattuali n.65
24 febbraio 2015

Da Graecia capta ferum victorem cepit a Shylock mit fleisch und blut.

IL CONTAGIO GRECO E LA RIVOLUZIONE CULTURALE IN EUROPA.

di Lucio Manisco

William Shakespeare da fiero antisemita, alla pari con Christopher Marlowe e Dante Alighieri, dipinge a colori foschi il Mercante di Venezia, il crudele ed odioso usuraio ebreo Shylock che esige dal buon Antonio per la mancata restituzione di 3.000 ducati una libbra della sua carne come previsto dal contratto del prestito. Il bardo inglese non dà peraltro tutti i torti a Shylock perché i debiti vanno pagati altrimenti i collaterals, le garanzie proprietarie del debitore passano al creditore e non v’è dubbio come attesta il Doge di Venezia che Antonio sia proprietario della carne del suo corpo. Interviene quindi Porzia, travestita da avvocato, che salva Antonio, sostenendo che Shylock ha diritto al suo mezzo chilo di carne ma senza versamento di sangue; se ne verserà una sola goccia verrà condannato a morte. Inevitabile la rinuncia dell’ebreo umiliato ed offeso.
Lungi da noi l’analogia tra Shylock e Wolfganfg Schauble oltretutto in quanto il ministro tedesco delle finanze ed i suoi associati nordici esigono la restituzione pluriennale e crescente del debito greco con i collaterals spietati imposti ai precedenti governi di Atene: Garantieleistungen bezahlen mit fleish un blut, collaterali pagate non solo con la carne ma con il sangue del popolo ellenico. E non esistono Porzie nei Governi dell’Unione Europea disposte ad intervenire per lenire l’emergenza umanitaria in cui versa questo popolo.
Il compromesso dei quattro mesi – uno in più dei termini di Shylock e due in meno di quelli richiesti da Atene – presentato oggi a Bruxelles dal Ministro Yanis Varoufakis è ancora in bilico e verrà probabilmente emendato prima dalla imminente scadenza del 28 febbraio.
E’ un cedimento del Primo Ministro Alexis Tsipras? Certamente lo è perché dati i tempi così ristretti era impossibile negoziare soluzioni diverse con la pistola puntata alla tempia del nuovo governo greco dall’Eurogruppo, dalla BCE, dal FMI e da chi, come il logorroico Renzi, a parole critica l’austerità ma nei fatti e cioè nella riunione del Consiglio d’Europa si è schierato contro la Grecia. E’ stata fatta circolare a questo proposito la fandonia secondo cui le opinioni pubbliche spagnola, portoghese, irlandese e italiana si sarebbero orientate contro ogni trattamento di favore della Grecia dopo i sacrifici affrontati nei loro paesi per rimettersi in regola con i teutonici contabili dell’UE.
E’ una fandonia dei loro governi, conservatori o etichettati di sinistra, per giustificare i loro comportamenti virtuosi davanti ad un elettorato che nei prossimi ricorsi alle urne li manderà a casa, come è avvenuto in Grecia e come avverrà entro l’anno in Spagna con il previsto successo di “Podemos”; e nella stessa Germania l’avanzata di Linke e la riconferma dei socialdemocratici di sinistra nelle amministrative di Amburgo debbono aver turbato i sonni della signora Angela Merkel, Cancelliere di ferro improvvisamente convertita alla pietas cristiana nelle visite romane a papa Bergoglio e alla comunità di Sant’Egidio.
Perché è proprio il caso di citare l’antico detto “Graecia capta ferum victorem cepit” – la Grecia conquistata conquistò il feroce vincitore. Con tutti i cedimenti e le battute d’arresto l’esempio greco è diventato contagioso e ha dato il via ad una vera e propria rivoluzione culturale in Europa, una rivoluzione culturale molto simile a quella che due millenni or sono permeò e arricchì la repubblica e l’impero romano.


Lucio Manisco