Considerazioni Inattuali n. 106

5 settembre 2017

 

Donald Trump e le anatre

LIBERATO DAL BAVAGLIO DI HANNIBAL THE CANNIBAL RIVELA LE SUE VERITÀ

Alla guerra! Alla guerra! Come cantava Marx (Groucho) Dopo Harvey, Irma, ma i cambiamenti climatici sono invenzioni degli oppositori del Capo dell'Esecutivo. L'emendamento 25 della costituzione potrebbe salvare il Donald da una condanna per alto tradimento con il ricovero in un ospedale psichiatrico.

di Lucio Manisco

Se vedo un uccello che fa quack, quack come un'anatra, cammina come un'anatra, è pennuto, palmipede e frequenta solo anatre, posso solo presumere che quell'uccello non sia il presidente degli Stati Uniti d'America. Ma se quel presidente parla come un fascista, come tutti i razzisti nega di essere tale ma difende razzisti, neo-nazzisti, Ku Klux Klan e discendenti degli schiavisti posso solo assumere che abbia le convinzioni e la cultura storica di un'anatra. Ad onor del vero va riconosciuto che Doland Trump – D.T. per delirium tremens - dopo aver preso le difese dei personaggi di cui sopra che avevano pestato a Charlottesville uno sparuto gruppo di anti-fascisti, li ha criticati dal pulpito presidenziale per poi tornare a compiacersi per il loro operato ventiquattro ore dopo. Incoerenza non attribuibile neanche ai più dignitosi palmipedi? Certo, ma c'è dell'altro: il vicepresidente Pence, il segretario di Stato Tillerson, il Segretario alla difesa Jim “mad dog” Mattis gli hanno imposto alla Casa Bianca un cane da guardia, il generale John Kelly che quando ha il capo dell'esecutivo a portata di mano gli applica un bavaglio, qualcosa di simile alla maschera di cuoio di “Hannibal the Cannibal”. Ogni qual volta il Donald si allontana dal cane da guardia, libero da ogni costrizione, parla a ruota libera e rivela l'essenza del suo carattere, che è poi quello di un faccendiere e speculatore immobiliare. Fulgente l'esempio fornitogli dall'uragano più alluvione Harvey, il disastro che ha devastato un terzo del Texas con più di cinquanta vittime e centinaia di migliaia di sfollati non ha naturalmente nulla a che fare con il cambiamento climatico e l'effetto serra, pure invenzioni, secondo il presidente, di scienziati al soldo dei suoi avversari politici. Prima ancora che l'altro uragano Irma minacciasse la Florida, il capo dell'esecutivo ha raggiunto con il lussuoso aviogetto Us-One un quartiere non allagato di Houdton in compagnia della moglie Melania – windbreaker bianco, pantalone seta nera, tacchi a spillo - ha promesso miliardi di dollari per la ricostruzione, che andranno agli imprenditori edili, e non ha menzionato le vittime. È tornato tre giorni dopo (su ordine di Kelly?) con la consorte in scarpe da ginnastica; questa volta si è lasciato andare ad ad un'orgia di abbracci e baci a centinaia di bambini riluttanti e di madri sconsolate, parte degli 800.000 figli di immigrati ispanici che si accinge a deportare con l'abrogazione di un più leniente decreto esecutivo di Obama.

È giunto ora il momento di tornare ai palmipedi, perché il presente inquilino della bianca magione di Pennsylvania Avenue assomiglia sempre più ad un altro presidente, quello dello stato fallimentare di Freedonia in “Duck Soup”, il capolavoro di Marx (Groucho); il protagonista, sempre Groucho, vuole risolvere i problemi suoi e del suo paese con una guerra lampo contro il vicino stato di Silvania: un balletto frenetico di danzatrici, soldati e cortigiane viene accompagnato dall'inno “To war, to war”:”andiamo, andiamo in guerra. In caso voi non lo abbiate sentito prima io penso che loro pensino che noi andiamo in guerra...”.Nel giro di due settimane il Groucho con gli artigli nucleari della Casa Bianca ha minacciato di “fuoco e furia, che non si sono mai visti al mondo” la Corea del Nord, di guerre convenzionali l'Iran per compiacere l'amico Netanyahu, di intervento militare il Venezuela ed ha ordinato l'invio di altri soldati americani e mercenari “contractors” in Afganistan, storica madre di tutte le tombe. Dopo la prima catastrofica minaccia per l'interra umanità – io penso che loro pensino che noi andiamo in guerra – non sono pochi coloro che si preparano ad una possibile fine del mondo: affari d'oro nella Corea del Sud, in Giappone e Taiwan per i costruttori di rifugi antinucleari e mia figlia Francesca da New York mi informa di aver sentito ordinare in farmacia flaconi di PRO-KI, le pillole di ioduro di potassio contro la radioattività, molto popolari nell'America degli anni sessanta e settanta. Una remora al terrore di un cataclisma globale sta nel fatto che i primi ad essere rasi al suolo sarebbero le “Trump Towers” di Seoul e gli altri grattacieli costruiti dal Donald nella Corea del Sud. Il conflitto di interessi potrebbe così portare a qualcosa di buono. Dopo la prima catastrofica minaccia per l'interra umanità – io penso che loro pensino che noi andiamo in guerra – non sono pochi coloro che si preparano ad una possibile fine del mondo: affari d'oro nella Corea del Sud, in Giappone e Taiwan per i costruttori di rifugi antinucleari e mia figlia Francesca da New York mi informa di aver sentito ordinare in farmacia flaconi di PRO-KI, le pillole di ioduro di potassio contro la radioattività, molto popolari nell'America degli anni sessanta e settanta.

Una remora al terrore di un cataclisma globale sta nel fatto che i primi ad essere rasi al suolo sarebbero le “Trump Towers” di Seoul e gli altri grattacieli costruiti dal Donald nella Corea del Sud. Il conflitto di interessi potrebbe così portare a qualcosa di buono. Paradossalmente il destino del pianeta potrebbe dipendere non dal paranoico, fino ad un certo punto, Kim Jong-Un ma dal signor Robert Mueller, ex direttore dello FBI e da tre mesi “special adviser” e cioè grande inquisitore su presunte “interferenze” di Putin a favore di Trump nelle ultime elezioni. Le sue indagini sono state estese al flusso di miliardi di rubli-dollari nelle tasche dell'allora speculatore immobiliare dopo le sue bancarotte. Si tratta di guai grossi per il Presidente; non più “impeachment” ma alto tradimento per concussione, corruzione e collusione con uno stato avversario degli Stati Uniti. Due alternative per il Donald: una guerra che scateni a suo favore il patriottismo nazionale ovvero l'emendamento 25 della Costituzione che gli eviterebbe la detenzione in carcere per incapacità d'intendere e di volere, affidandolo alle amorevoli cure dell'ospedale psichiatrico di Saint Elizabeth a Washington, lo stesso dove venne relegato per molti anni il poeta Ezra Pound al fine di evitargli la condanna a morte per aver sostenuto la causa fascista durante la seconda guerra mondiale. Groucho, dove sei ora che abbiamo tanto bisogno di te?

Lucio Manisco

www.luciomanisco.eu