Considerazioni Inattuali n. 105

26 agosto 2017

 

THE SECOND COMING

By

WILLIAM BUTLER YEATS

W. B. Yeats wrote this poem in 1920, ninety seven years ago. Any reference to present events is purely coincidental. (Italian translation follows english text.) L.M.

THE SECOND COMING
Turning and turning the widening gyre

The falcon cannot hear the falconer;

Things fall apart; the centre cannot hold;

Mere anarchy is loosed upon the world,

The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere

The ceremony of innocence is drowned;

The best lack all conviction, while the worst

Are full of passionate intensity.

Surely some revelation is at hand;

Surely the Second Coming is at hand.

The Second Coming! Hardly are those words out

When a vast image out of Spiritus Mundi

Troubles my sight: somewhere in sands of the desert

A shape with lion body and the head of a man,

A gaze blank and pitiless as the sun,

Is moving its slow thighs, while all about it

Reel shadows of the indignant desert birds.

The darkness drops again; but now I know

That twenty centuries of stony sleep

Were vexed to nightmare by a rocking cradle,

And what rough beast, its hour come around at last,

Slouches towards Bethlehem to be born?

IL SECONDO AVVENTO

di

WILLIAM BUTLER YEATS

W. B. Yeats scrisse questi versi nel 1920, novantasette anni fa. Qualsiasi riferimento a eventi o circostanze presenti è puramente casuale. L. M.

Voluta su voluta nella spirale che si apre

Il falco non puo' udire il falconiere;

Si disgrega ogni cosa; il centro non può reggere;

Mera anarchia dilaga sul mondo,

Dilaga la marea fosca di sangue, e ogni dove

Viene annegato il rito dell'innocenza;

I migliori mancano di ogni convinzione, i peggiori

Sono rigonfi di passionale intensità.

Certamente qualche rivelazione deve essere vicina;

Certamente vicino deve essere il Secondo Avvento.

Il Secondo Avvento! Non si è spento ancora il suono di queste parole

Quando una figura smisurata fuori dello Spiritus Mundi

Mi offende la vista; su qualche sabbia del deserto

Una forma dal corpo di leone e dalla testa d'uomo,

L'espressione vuota e spietata come quella del sole,

Muove lente le anche, mentre intorno

Tremolano ombre di incolleriti uccelli del deserto.

Calano nuove tenebre; ma ormai io so

Che fu il dondolio di una culla a stravolgere in incubo

Venti secoli di torpido sonno,

E quale rozza bestia, giunta finalmente la sua ora.

Muove scomposta verso la sua incarnazione a Betlemme?

(traduzione di L.M.)

Lucio Manisco

www.luciomanisco.eu