Considerazioni Inattuali N° 111
14 aprile 2018

C'è mancato poco...
Limitato l'intervento militare anglo-americano
Compiacimento e credulità dell'informazione occidentale. Peggio del peggio in Italia.
di Lucio Manisco
È stato un attacco missilistico limitato, ma siamo andati vicino ad un conflitto tra Stati Uniti, paesi NATO e la Federazione russa.
Compiacimento universale dei mass media occidentali per la 'moderazione' e la portata dell'intervento militare lanciato da Donald Trump e da Teresa May; una moderazione più marcata quella di Emmanuel Macron se è vero che i missili dei suoi Rafale non hanno raggiunto la Siria e possono solo avere ammazzato qualche tonno nell'Egeo.
Un compiacimento per lo scampato pericolo inficiato dall'omertosa credulità palesata dagli stessi mass media sulle giustificazioni addotte per l'intervento, l'ennesimo presunto impiego di armi chimiche da parte del regime siriano. Senza risposta il quesito più rilevante: perché mai Bashar el-Assad avrebbe usato queste armi proibite mentre coglieva vittorie decisive sulle forze ribelli?
Opportuno rilevare come delle quattordici denunzie di ricorsi a gas venefici, undici hanno coinciso o seguito di poco i rovesci e le perdite di territorio del cosiddetto esercito siriano di liberazione.
Non è un quesito ma una certezza la credibilità zero di quanto viene proclamato da Washington e Londra che ricorono alle armi di distrazione di massa per puntellare i loro traballanti governi. Eccelle in questa gara il presidente degli Stati Uniti. Oggi il commentatore del New York Times Roger Cohen intitola così il suo aspro giudizio sul capo dell'esecutivo: “Imbracati da un urlante buffone di nome Trump”. Comprensibile il suo sdegno per il declino o l'azzeramento del prestigio del grande impero d'occidente. Una constatazione che diventa del tutto marginale o inesistene per chi non è un cittadino della repubblica stellata e vive l'incubo dei nuovi conflitti convenzionali o nucleari, la realtà dei cambiamenti climatici che aggiunge altre minacce alla sopravvivenza del genere umano.
Come si colloca in questo quadro a dir poco drammtico il nostro paese, la 'serva Italia...', 'non donna di provincie ma bordello' dell'Alighieri? Senza scomodare il Ghibellin Fuggiasco spostiamo la nostra attenzione sul presente, sui vincitori non vincenti del 4 marzo che fanno a gara per acquisire una verginità atlantica insieme ai governanti pro tempore di Gentiloni & co. Sempre nell'onda lunga di Agostino Depretis, del trasformismo che da 130 e più anni, con l'unica eccezione della resistenza che ha ispirato la costituzione, ha afflitto la nostra politica. Parti in commedia, maschere di quella dell'arte o peggio ancora della plautina.
Solo il risveglio dell'opinione pubblica, difficile per l'ignavia dell'informazione nostrana, potrebbe dischiudere spiragli di luce e di speranza. Se non mobilitazioni per la pace come quelle del secolo scorso, almeno manifestazioni davanti alle ambasciate USA, britannica, francese, russa.
È chiedere troppo a quei dirigenti dei piccoli partiti di una sinistra minoritaria che ha ancora un residuo inserimento territoriale?
Lucio Manisco