Considerazioni Inattuali n. 115

5 agosto 2020

 

GENUFLESSIONI E RIVERENZE ITALIANE AL "GRANDE UNTORE" USA

Tutti gli altri paesi europei prendono le distanze. Altri 6.000 militari americani senza maschera invadono il nostro paese.

di Lucio Manisco

D.T. : Delirium tremens? No, Donald Trump. Demenza pre-elettorale? Si, Donald Trump. Per la prima volta nella storia vuole rinviare le elezioni. Se, come sembra, tra tre mesi le perde, ne impugna il risultato, come preannunzia ogni giorno. Non pensa ad altro. Non pensa al Covid-19 (180.000 morti, 1.200 al giorno, 4 milioni e 800.000 contagiati negli Stati Uniti).

Nessuna strategia governativa per combatterla. Ha rinunziato al suo suggerimento iniziale di iniettarsi nelle vene la varechina ma promuove una sua cura personale a base di farmaci antimalarici. Promette miliardi a chi produca un vaccino, a condizione che ciò avvenga alla vigilia delle elezioni del 3 novembre. "Siamo tutti sulla stessa barca – scrive il New York Times – ma al timone c'è un pazzo". Non parliamo del suo ruolo nella catastrofe economica a cui vanno incontro gli Stati Uniti, non parliamo del rischio di conflitti "limitati" areonavali ( Iran, Venezuela, mari della Cina ) per mobilitare lo spirito patriottico dell'Uomo libero, la dimora dell'uomo coraggioso – citazione di papa Bergoglio in visita negli USA.

Parliamo del nostro paese, delle genuflessioni e delle riverenze tributate dal nostro governo, unico nell'Unione Europea, allìamministrazione Trump e, da quest'ultimo, prontamente ricambiate a chiacchiere. "Guiseppi Conte is very happy, is very happy" per i 100 milioni promessi e mai arrivati e poi ripromessi insieme a militari americani e medicinali per la pandemia. Non passa giorno che il Ministro degli Esteri o uno dei suoi colleghi, parlando magari delle comunali a Sgurgola Marsicana, non concludano i loro intevcenti con sbalorditive professioni di fedeltà cieca e assoluta alla repubblica stellata e a chi la governa.

I nostri mass media, in particolare la RAI? Se non ignorano del tutto i misfatti del Donald, li selezionano con la cautela di un ricercatore alle prese con il corona virus. Nelle paradossali sembianze del virus, o meglio, a provocare tra i vertici italiani effetti psicotici simili a quelli pandemici c'è un signore a Roma Lewis M. Eisenberg in viale Giaocchino Rossini; l'ambasciatore in Italia della Lockeed Martin, della Goldman Sachs, della Granite Capital; della ITC, di altre gigantesche imprese di investimenti ma anche ambasciatore degli Stati Uniti d'America in Italia, o per essere più precisidi Donald John Trump del quale ha finanziato in misura massiccia la campagna elettorale del 2016. Come tutti i suoi predecessori ha condizionato pesantamente la formazione del governo italiano nella sua ultima mutazione cromatica, schiacciando l'originale opposizione del Ministro degli Esteri all'acquisto di altri 30 caccia-bombardieri F-16. E poi il patto d'acciaio Trump-Netanyahu.

La sua attività è diventata frenetica negli ultimi sei mesi per la diffusione della pandemia a cui ha contribuito il negazionismo del "grande untore" D.J. Trump ma anche il trasferimento di circa 12.000 militari USA dalla Germania in altri paesi europei, ufficialmente la Polonia e il Belgio, in realtà anche l' Italia.

Con l'esperienza di 38 anni negli Stati Uniti come corrispondente "visceralmente anti-americano" ho imparato a riconoscere un militare anche se travestito da guardia svizzera. Non ne ho mai visti tanti in libera uscita, in bermuda e giacche estive nei bar e nelle piazze di Milano e di Roma, tutti rigorosamente senza mascherina. Perché mai? Lo ho appreso a fine luglio: il Pentagono e i suoi "Stranamore" ne proibiscono severamente l'uso in divisa o in borghese. Con gli ultimi arrivi dovrebbero essere più di 30.000 i militari della "terra dei liberi e della patria dei coraggiosi" nelle grandi basi con armamenti convenzionali e nucleari di Aviano, Sigonella, Camp Darby e in un'altra ottantina di presidi minori in Campania, nelle Puglie e in tutte le altre regioni italiche. Hanno il diritto tutti questi marmittoni d'oltre Atlantico alla libera uscita? Certo.

Ma è anche giustificato e motivato, malgrado il riserbo ossequioso del governo Conte, pensare che una loro minoranza assolva il ruolo dei famigerati personaggi di manzoniana memoria.

Lucio Manisco

(www.luciomanisco.eu)