CONSIDERAZIONI INATTUALI N° 12

 

UN PIATTO D’ORO MASSICCIO REGALATO DA BERLUSCONI A GEORGE BUSH E NON CONSEGNATO COME PREVEDE LA LEGGE USA AGLI ARCHIVI DEL “FEDERAL REGISTER”.

di Lucio Manisco

   

da:
 “PAPI; uno scandalo politico. Noemi e le veline candidate dal cavaliere di hardcore. Puttanopoli e voli di stato, scatti e ricatti, perché il caso Berlusconi non è una faccenda personale.”

di Peter Gomez. Marco Lillo. Marco Travaglio. Chiarelettere editore.
Luglio 2009
(pag. 76-77)

 

 

Nel corso del 2007 Silvio Berlusconi compie diversi tentativi di far cadere il Governo Prodi che dispone di un’esigua maggioranza al Senato; pone così in atto un “piano macchiavellico” di voto di scambio ad altissimo livello per ottenere un passaggio di campo di alcuni senatori eletti nelle liste del centro-sinistra con promesse di rielezione sicura, sostegni economici, offerte di aiuti, incarichi ed altre ricompense in un futuro governo Forza Italia – Popolo della Libertà. Tra i contattati e personalmente convocati a Palazzo Grazioli figura anche il senatore italo-australiano Nino Randazzo, eletto dagli italiani all’estero nella circoscrizione Oceania, che declina i pressanti inviti di Silvio Berlusconi. Sulla trattativa segreta la procura di Napoli apre poi un’inchiesta  a carico di Berlusconi , degli intermediari Agostino Saccà della RAI e del commercialista calabrese Pilello. Nel libro di Gomez, Lillo e Travaglio vengono pubblicati per la prima volta i verbali della deposizione resa dal Sen. Randazzo davanti al Procuratore della Repubblica e la vicenda Berlusconi-Randazzo rivela così uno scabroso, collaterale e finora ignorato risvolto internazionale, la presunta collusione cioè di Silvio Berlusconi e George W. Bush allora presidente degli Stati Uniti nel violare la legge americana. Trascriviamo uno stralcio della deposizione del Senatore Randazzo concernente la colazione avuta a Palazzo Grazioli con S. Berlusconi:

“Nel corso del colloquio si parlò anche di altri argomenti. Si parlò di un suo progetto per un’università privata da istituire in Lombardia prevedendo come docenti eminenti statisti europei; mi raccontò anche una curiosa vicenda relativa a un piatto d’oro massiccio, istoriato con raffigurazioni relative alla rivoluzione americana, commissionato a un orafo romano dal Presidente Bush senior e che poi per vari motivi, era finito ad un antiquario australiano dal quale l’on. Berlusconi l’aveva acquistato, dicendomi che l’aveva regalato al Presidente Bush jr. (il presidente George W. Bush, nda) ma che lo stesso Bush jr. gli aveva espressamente chiesto di consegnarglielo al termine del suo mandato, perché se fosse stato regalato in costanza di mandato, sulla base di alcune norme americane, sarebbe diventato proprietà dello Stato americano ed il Presidente Bush non avrebbe potuto tenerlo per sé.”

Gli autori di “Papi” concludono:

“Insomma il Cavaliere, se è vero quel che dice Randazzo, è riuscito ad aggirare insieme all’amico Bush la legge americana che vieta al presidente di accettare regali. Il piatto d’oro sarebbe dovuto finire negli archivi del Federal Register, accanto a una ventina di orologi e gioielli già donati dal Cavaliere a Bush per un valore di 150 mila dollari.”