Liberazione, 8 giugno 2002

IL GRANDE FRATELLO E L'"ENEMY WITHIN"

di Lucio Manisco

Un nuovo ministero per la sicurezza territoriale che garantisca l'incolumità e la libertà dei cittadini statunitensi dagli attacchi del terrorismo internazionale ovvero una superstruttura poliziesca da Grande Fratello che faccia strame di quel poco che è rimasto della Costituzione, del "Bill of Rights", dei "Federalist Papers", dello "habeas corpus" e di tutti quegli altri diritti individuali su cui è basata la forma se non la sostanza della democrazia nella repubblica stellata? A porsi l'interrogativo sull'ultima trovata dei Bush & Co. non sono stati gli esponenti di una sparuta sinistra Usa in via di estinzione bensì personaggi dell'estrema destra repubblicana quali i senatori Richard C. Shelby, Arlen Specter e Charles E. Grassley, avversari da tempo dello strapotere della Cia e dell'Fbi, che nel nuovo ministero hanno ravvisato una esiziale minaccia al mito dell'individualismo americano, all'autonomia degli stati nei confronti dei poteri federali, al diritto costituzionale "to bear arms", cioè di andarsene a spasso con pistole e fucili, e ad altre pericolose baggianate del genere.

E' peraltro quasi certo che il Congresso ignori queste voci di dissenso ed approvi quella che George "Dubya" Bush ha definito l'altra sera "una storica ristrutturazione del governo federale", "la più importante dai tempi di Harry Truman". Anche se non viene ignorato che l'Amministrazione repubblicana ha tirato questo coniglio dal suo cappello a cilindro per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dalle inchieste congressuali sulle madornali carenze dei servizi e della stessa Casa Bianca sugli eventi e sugli indizi che hanno preceduto e seguito gli attacchi alle due torri e al Pentagono, è altrettanto vero che qualcosa andava inventato per sostenere la strategia del conflitto permanente e preventivo contro il terrorismo internazionale, la conversione in economia di guerra di un sistema capitalistico che faceva e continua a fare acqua da tutte le parti e l'estensione egemonica della superpotenza sui più remoti angoli del mondo.

Vedremo quindi realizzato in questo superdicastero il disegno orwelliano del Grande Fratello che tutto vedrà e tutto saprà, che potrà spiare con i più sofisticati mezzi tecnologici - oltre a Echelon e agli altri marchingegni della Nsa - in ogni casa negli Stati Uniti e all'estero, che unificherà ben ventidue agenzie federali in una formidabile psicopolizia il cui compito sarà quello di impedire di pensare e cioè di pensare unicamente al grande nemico, Goldstein e cioè Bin Laden. Ai "due minuti di odio" hanno già pensato il segretario alla difesa Donald H. Rumsfeld, il vice-presidente Dick Cheney, lo Attorney General John Ashcroft, con le loro settimanali grida di allarme sull'imminenza di nuovi attacchi terroristici e sulla necessità di prevenirli con qualche bombardamento nei paesi dell'asse del male e dintorni: spetterà ora al nuovo ministero diretto da Tom Ridge (l'ex governatore della Pennsylvania che ha fatto di tutto per mandare al patibolo Mumia Abu-Jamal) diramare su base bisettimale, forse quotidiana, i bollettini sui germi della peste bubbonica che stanno per essere immessi nel sistema idrico di Walla Walla e di Topeka, sugli ordigni termonucleari entrati in possesso di un agente di Al-Quaeda o di Saddam e alimentare così la psicosi di un odio di massa contro "the clear and present danger", il pericolo chiaro e presente di infausta memoria.

Ma ai dettami di "La pace è la guerra", "La libertà è schiavitù", "L'ignoranza è forza" che ispireranno il nuovo dicastero, se ne aggiungerà un altro non certo nuovo, quello della lotta all'"Enemy within": il "nemico interno" è stato già identificato in chiunque si chieda sia pur sommessamente quali siano le cause del terrorismo e se tra queste cause non figurino l'egemonia economica e politica degli Stati Uniti sul mondo intero, la globalizzazione a stelle e strisce, la devastazione del pianeta ad opera delle multinazionali e la fame del terzo mondo, l'una e l'altra scientemente programmate dai centri di potere nella grande repubblica stellata; chiunque in altri termini non mandi giù la panzana secondo cui a motivare i terroristi-suicidi sia un odio viscerale per Tom Paine, Thomas Jefferson giù fino a Duke Ellington.