"Newstatesman" 30 aprile 2009

 

I primi 100 giorni di Obama  

"I matti" hanno avuto successo  

di John Pilger

 

29 aprile 2009 - La soap opera americana "I Matti" dischiude un raro spiraglio sul potere pubblicitario delle corporazioni. Mezzo secolo fa la promozione delle sigarette da parte dei "cervelli" di Madison Avenue, che conoscevano benissimo la verità; provocò un numero smisurato di morti.  

La pubblicità e le pubbliche relazioni, sue gemelle, divennero la maniera di ingannare su una scala ideata da coloro che avevano letto Freud ed avevano impiegato la psicologia di massa su ogni cosa, dal fumo alla politica. Così come l'Uomo Marlboro era la virilità personificata, così gli uomini politici potevano essere marchiati, impacchettati e venduti.  

Sono ormai più di cento giorni da quando Barak Obama è diventato Presidente degli Stati Uniti. Da allora il "Marchio Obama" è stato nominato da Advertising Age "marchiatura dell'anno per il 2008", battendo di buona misura "Apple". David Fenton di MoveOn.org ha descritto la campagna elettorale di Obama come una "organizzazione comunitaria istituzionalizzata, ad alto livello di automazione tecnologica, mai prima esistita, una forza molto, molto potente". Impiegando Internet e uno slogan copiato da quello del sindacalista latino-americano Caesar Chavez - "Sì, se puede!" - "Yes, we can ", la "comunità ad automazione tecnologica e di massa" ha diffuso sul mercato il suo marchio fino alla vittoria in un paese disperato e disposto a tutto pur di disfarsi di George W. Bush e del suo erede.  

Nessuno sapeva realmente cosa ci fosse dietro a quel marchio. Così efficace era la pubblicità - una somma primato di 75 milioni di dollari era stata investita nelle sole inserzioni commerciali sulle reti televisive - che molti americani avevano creduto veramente che Obama condividesse la loro opposizione alle guerre di Bush. Nella realtà egli aveva sostenuto ripetutamente le sue direttive guerrafondaie e il loro finanziamento congressuale. Molti americani avevano anche creduto che egli avesse raccolto l'eredità anticoloniale di Martin Luther King.  Ma se Obama aveva  un tema fondamentale - a parte il vacuo "cambiamento in cui potete credere" - questo era il rilancio dell'America nel ruolo di bullo dedito al dominio ad all'avidità globali. "Noi saremo sempre i più possenti". Aveva dichiarato.  

Forse la più efficace pubblicità per il marchio Obama era stata fornita gratuitamente da quei giornalisti che, veri cortigiani in un sistema improntato alla cupidigia del potere, erano e sono pronti a promuovere fulgidi cavalieri ad ogni pie' sospinto. E così lo avevano spogliato di vestimenta politiche, trasfigurando i suoi banali discorsi in "perspicaci creazioni letterarie, ricche, come quelle colonne doriche, di allusioni" (Charles Higgins, The Guardian). Mark Morford, commentatore del San Francisco Chronicle, scriveva che "molte persone spiritualmente elevate da me conosciute, vedono in Obama l'operatore di un faro luminoso, quella rara specie di esseri armoniosi, che può realmente contribuire ad inaugurare sul pianeta una nuova maniera di esistere".  

Bene. Nei suoi primi cento giorni Obama ha condonato la tortura, ha sollevato eccezioni allo habeas corpus, ha invocato più segreti sull'operato del governo. Ha mantenuto intatti i gulag di Bush e mantenuto almeno 17.000 prigionieri al di fuori di ogni tutela giudiziaria. Il 24 aprile u.s. i suoi avvocati hanno ottenuto con un ricorso in appello che i detenuti a Guantanamo non venissero trattati come "persone" e che pertanto non avessero il diritto a non essere torturati. Il suo direttore per la intelligence nazionale, l'ammiraglio Dennis Blair, ha asserito di credere che la tortura produca risultati utili. Uno dei suoi alti funzionari è stato accusato in Guatemala di avere torturato una religiosa americana; un altro è un esaltatore di Pinochet. Come era stato sottolineato da Daniel Ellsberg, l'America era stata fatta oggetto a tutti gli effetti di un colpo di stato militare durante l'amministrazione Bush, ma il segretario alla difesa Robert Gates, insieme ad altri guerrafondai, hanno poi mantenuto i loro incarichi con l'avvento di Obama.  

Nel mondo intero, le violente aggressioni dell'America contro gente innocente, aggressioni dirette o indirette tramite i suoi agenti, si sono intensificate. Durante i recenti massacri di Gaza, riferisce Seymour Hersh "la squadra di Obama" ha fatto sapere che non avrebbe obiettato a rimpiazzare come pianificato le "bombe intelligenti" e altri ordigni bellici ad alta tecnologia che precedentemente affluivano ad Israele e che venivano usati per macellare prevalentemente donne e bambini. Nel Pakistan il numero di civili uccisi da missili lanciati da velivoli senza pilota è più che quadruplicato da quando Obama ha assunto i poteri.  

In Afganistan la "strategia" USA di uccidere la gente delle tribù Pashtun (i "Talibani") è stata estesa da Obama per dar tempo al Pentagono di costruire una serie di basi permanenti sull'intero paese devastato, dove - ha proclamato il Segretario Gates -  i militari statunitensi rimarranno indefinitamente.  

La direttiva politca di Obama, mai del resto cambiata dai tempi della guerra fredda, è quella di esercitare intimidazioni sulla Russia e su una Cina ora rivale imperiale. Egli sta portando avanti la provocazione di Bush di piazzare missili sulle frontiere occidentali con la menzogna che essi servirebbero a controbilanciare la potenza dell'Iran, che lui accusato assurdamente di rappresentare una "minaccia reale" per l'Europa e per gli Stati Uniti. Il 5 aprile a Praga ha pronunziato un discorso definito "antinucleare". Era tutto fuorché questo. In base al programma del Pentagono per la sostituzione di ogive belliche sicure ("Reliable Replacement Warheads") gli Stati Uniti stanno allestendo nuove armi nucleari tattiche destinate a rendere più indistinta la differenza tra una guerra nucleare ed una convenzionale.  

Forse la menzogna più grande (equivalente a quella sul fumo che fa bene alla salute) è l'annunzio di Obama sul ritiro statunitense dall'Irak, il paese ridotto ad una grande fiumana di sangue.  

Secondo gli imperterriti pianificatori delle forze armate USA fino a 70.000 soldati rimarranno dislocati nel paese "per i prossimi 15 o 20 anni". Il 25 aprile il segretario di stato Hillary Clinton ha alluso ad un proposito del genere. Non sorprende quindi che i sondaggi indichino che un  crescente numero di americani crede di essere stato tratto in inganno - anche e soprattutto perché l'economia è stata affidata agli stessi truffatori che l'hanno distrutta. Lawrence Summers, principale consigliere economico di Obama, sta elargendo 3.000 miliardi di dollari a quelle stesse banche che gli avevano pagato lo scorso anno otto milioni, inclusi 135.000 per un solo discorso. Davvero, un cambiamento in cui potete credere.  

Una gran parte dello "establishment" americano odiava Bush e Cheney per aver reso palese e minacciato la marcia in avanti del "gran disegno d'America", come lo chiamava Henry Kissinger, criminale di guerra ed ora consigliere di Obama. Bush rappresentava un "collasso del marchio" in termini pubblicitari, mentre Obama con il suo sorriso da dentifricio e con i suoi virtuosi luoghi comuni rappresenta oggi un dono divino. Con un colpo solo si è disfatto di un serio dissenso sulla guerra e così commosso fino alle lacrime Washington e Londra. E' l'uomo della BBC, è l'uomo della CNN, è l'uomo di Murdoch, è l'uomo di Wall Street, è l'uomo della CIA.  

"I Matti" hanno avuto successo.