17 novembre 2008

Considerazioni inattuali 5

di Lucio Manisco  

Barack "Feel Good" Obama?  

   

Alla fine degli anni 80 si verificò a New York un clamoroso caso di malasanità  e il medico responsabile venne condannato a 20 anni di galera. Aveva somministrato per due anni ai suoi anziani pazienti una pozione a base di vitamine e cocaina. I vecchietti arrivavano nel suo studio sostenuti da infermiere e parenti stretti e dopo due ore ne uscivano saltellando e ridendo sui marciapiedi della Park Avenue. Quel medico passò alla storia come "Doctor Feel Good", Dottore Sentiti Bene.

 

Sarebbe riprovevole e comunque prematuro parlare oggi di un Barack "Feel Good" Obama, ma i suoi comportamenti e le scelte dei suoi collaboratori a novanta giorni dall'ingresso nella Casa Bianca incoraggiano i maldicenti a pensare che il presidente eletto voglia far sentire bene tutti: riceve a Chicago e chiede la collaborazione di John McCain, Hillary Clinton e Sarah Palin; rassicura bancarottieri e dirigenti della General Motors sull'orlo del fallimento e sceglie tra i suoi collaboratori più stretti gli esponenti clintoniani che avevano promosso la deregulation abolendo regole e controlli imposti da Franklin Delano Roosevelt durante la Grande Depressione degli anni 30. La "deregolazione" dei mercati finanziari portata ad eccessi da codice penale dall'amministrazione Bush viene da tutti ritenuta la causa primaria della seconda Grande Depressione che sta sconvolgendo l'economia mondiale, ma Barack Obama ha dichiarato che non intende affatto promuovere un nuovo New Deal di rooseveltiana memoria. Si è dimostrato anche più cauto sulla promessa elettorale di aumentare le tasse sul 5% di ricchi e super-ricchi e di diminuirle sul 95% di poveri, lavoratori, precari e disoccupati ribattezzati "ceti medi". E poi ancora più truppe per la macelleria afgana, più mezzi e soldati per il Pentagono e la scelta come capogabinetto di un sionista dichiarato che ha combattuto nell'esercito israeliano contro i palestinesi.

 

In compenso il presidente keniota-americano dichiara di ispirarsi ad Abraham Lincoln: in effetti il Grande Emancipatore liberò la nazione dalla lebbra della schiavitù ma dopo la guerra di secessione che falciò più vite umane di tutte le altre guerre finora combattute dagli Stati Uniti d'America propose a milioni di ex-schiavi di togliersi di torno e di emigrare nell'isola di Barbados.

 

E Obama dunque sembra voler far contenti tutti e tutti o quasi tutti si "sentono bene" ma l'effetto di vitamine e cocaina, come è noto, è controproducente per la salute e di breve durata.