9 ottobre 2003

GLI STEROIDI DELLA ENRON AL POTERE

CANCELLATA IN CALIFORNIA OGNI MEDIAZIONE POLITICA

di Lucio Manisco


Robbie Conal: www.robbieconal.com

L'elezione di Arnold S. a Governatore della California ha dimostrato la fallacia dello slogan marxista secondo cui i governi altro non sono se non comitati d'affari della borghesia. Forse lo erano un secolo e mezzo fa; ora non più, perché la borghesia - intesa come classe - si è ridotta numericamente a pochissimi superprivilegiati, mentre il capitalismo, quello più selvaggio e corrotto, non ha più bisogno di "comitati", ma gestisce direttamente i suoi interessi attraverso un controllo mediatico dei più capillari e totalizzanti.

Il "Golden State", lo Stato dell'orso Grizzly, si è posto ieri all'avanguardia in questa corsa all'eliminazione di ogni mediazione politica, più o meno mimetizzata sotto etichette conservatrici o riformiste, perché ad assumere in proprio il potere con un pupazzo danneggiato dagli steroidi anabolizzanti è stato un complesso politico-industriale dei più corrotti in America, la Enron. E non è vero che la strada era già stata aperta da un mediocre attore cinematografico dal nome di Ronald Reagan o alcuni lustri dopo dal lottatore Jesse "The Body" Ventura nel sovrano Stato del Minnesota: il primo aveva mandato a memoria con indefesso impegno pluriennale il discorso della "General Electric" e con il suo istrionismo aveva galvanizzato una pre-esistente ultraconservazione repubblicana, per poi arrivare alla Casa Bianca e mandare allegramente in bancarotta il bilancio federale; il secondo si era ribellato a sorpresa ai suoi mandanti rivelandosi un progressista ad oltranza e difatti è stato così costretto a non ripresentarsi alle elezioni per un secondo mandato.

Molte altre cose non vere sono state dette sullo Stato della California, sesta potenza mondiale per prodotto interno lordo, dopo la Francia e prima della Repubblica Popolare Cinese e dell'Italia: con tutto il suo convulso dinamismo, la sua Silicon Valley e il suo fatturato industriale, questo è uno Stato da anni sconvolto non solo dai terremoti ma da crisi terminali come quelle di un'agricoltura intensiva nell'Imperial Valley, che ha pressoché esaurito le locali risorse idriche sottraendole poi al Colorado e al San Joaquin River. Nel 1999 con un aumento astronomico dei consumi è sopraggiunta la crisi energetica ed un anno dopo sono arrivate le prime mazzate della Enron che, con un abuso di posizione dominante dovuto alla connivenza di quasi tutti i maggiori esponenti dell'amministrazione Bush, ha strangolato le reti di distribuzione e le centrali dello Stato importando energia elettrica a prezzi esorbitanti. Il destituito Governatore Gray Davis non è stato certo un uomo di polso, ha cercato di far fronte con notevole ritardo a questa e ad altre precedenti crisi, portando a 38 miliardi di dollari il deficit statale e ricorrendo a maggiori imposizioni fiscali, anche se più equamente divise su imprese e classi più abbienti. In seguito poi a una geniale quanto giusta trovata del vicegovernatore Bustamante, ha intentato causa alla Enron per ottenere la restituzione di nove miliardi di dollari in illeciti profitti tratti dalla compagnia nello Stato.

Il Presidente della Enron Ken Lay, finora uscito indenne dai macroscopici scandali della compagnia, ha avvertito odore di bruciato in uno Stato la cui legislatura è da tempo sotto controllo democratico; non si è più fidato dell'appoggio dei tradizionali conservatori repubblicani di Orange County, anzi li ha praticamente scaricati con un'idea delle più geniali, con l'assunzione cioè di un personaggio della celluloide tutto muscoli e niente cervello e che per giunta poteva rinverdire il mito di Horatio Alger, quello dell'America "Land of Opportunity", dall'ago al milione e di altre baggianate dello stesso tipo: per l'appunto, Mister Universo, Terminator Tre, Arnold Schwarzenegger.

In un incontro segreto, ma non tanto, alle Peninsula Hotel di Beverly Hills, lo ha sottoposto a un rigoroso esame fisio-psicologico insieme al broker di titoli-immondezza Michael Milken e all'ex sindaco di Los Angeles Richard Riordan; desolanti i risultati, ma una settimana dopo, in un altro incontro, questa volta ufficiale al Century City Plaza Hotel di L.A., il Governatore Davis incontra il Presidente Bush e gli chiede di imporre limiti al rialzo dei prezzi della Enron: riceve un netto rifiuto, ma "Dubya" informa Ken Lay che la situazione sta diventando allarmante. Due mesi dopo la Enron mobilita esperti di pubbliche relazioni, agenti pubblicitari, educatori e maestri di dizione e viene così preparata in due anni la "decisione a sorpresa" di Arnold Schwarzenegger di scendere in campo per il governatorato del "Golden State". A nulla valgono le rivelazioni dell'ultim'ora sulla propensione di Mr. Universo di aggredire il fondoschiena di numerose signore, sulle sue professate simpatie per l'ex criminale di guerra Kurt Waldheim, per il neofascista austriaco Jorge Haider e prima ancore per Adolf Hitler. La macchina della Enron è inarrestabile e i mass media californiani, con qualche rara eccezione, si allineano.

Ora i giochi sono fatti: spetterà alla Enron gestire in diretta sotto le mentite spoglie degli anabolizzanti l'amministrazione già in crisi della Californa, demolire quello che è rimasto del Welfare State, svendere al migliore offerente ogni servizio pubblico, aprire all'industria del legno lo sfruttamento selvaggio del patrimonio forestale, demolire i sindacati e mandare al diavolo ogni cautela ambientale nello Stato del Grizzly. E naturalmente non si parlerà più della restituzione di nove miliardi di dollari sottratti agli utenti dello Stato.