GUERRA ALL'IRAQ: INTERVENTO DI MANISCO A STRASBURGO

4 settembre 2002

 

Dibattito acceso nell'assemblea parlamentare di Strasburgo sui venti di guerra che soffiano impetuosi sull'Iraq e sull'intero Medio Oriente. Un dibattito aperto e concluso con dichiarazioni apertamente guerrafondaie del Commissario per le Relazioni Esterne dell'Unione, l'ex governatore britannico di Hong Kong Chris Patten, e da interventi inconcludenti e lacunosi di Bertel Haarder, ministro della Danimarca che occupa la Presidenza di turno dell'Unione. Hanno contrastato queste prese di posizione schiacciate su quelle americane gli interventi articolati e allarmati, non solo dei deputati della sinistra europea intesa in senso lato, ma anche di molti rappresentanti conservatori e liberali, primo fra tutti il britannico Graham Watson.

Non Ŕ ricorso a mezzi termini nel denunciare l'implicita connivenza del governo dell'Unione alla guerra annunziata l'on. Lucio Manisco del gruppo della Sinistra Unitaria.

 

"Il discorso inspiegabilmente tronco del Ministro Haarder e l'intervento molto pi¨ lungo del Commissario Onorevole Patten - ha dichiarato Manisco - provocano sconcerto, preoccupazione, vero allarme, in particolar modo dopo il proclama guerrafondaio del Primo Ministro britannico di ieri a Sedgefield. E' ormai evidente che il non dichiarato assunto delle autoritÓ europee, con la notevole eccezione del governo della repubblica federale tedesca, Ŕ che la guerra sia una certezza assoluta. Nulla conta l'assenza di una minima prova sul possesso iracheno di armi di distruzione di massa, persino nucleari, nulla conta che il signor Blair abbia nuovamente rinviato la pubblicazione del suo sensazionale dossier sulla questione.

Possiamo comunque essere certi che com'Ŕ accaduto per la contabilitÓ creativa dell'Enron, prove creative sono sulla catena di montaggio di Langley e dell'MI-5.

Di fronte a tale imminente disastro per il genere umano il Consiglio e la Commissione stanno assumendo prese di posizione completamente sbagliate, anche se prevedibili; ovvero, come ha scritto il quotidiano francese Le Figaro: "Posta di fronte all'intransigenza americana, l'Europa brilla di nuovo per la sua inclinazione al compromesso." Il compromesso in questo caso si identifica con la foglia di fico delle Nazioni Unite, una foglia di fico destinata a coprire ora qualcosa di molto pi¨ esteso di quanto sia stato mai coperto dalle missioni UNSCON e UNMOVIC. Un accesso incondizionato, illimitato, intrusivo degli ispettori delle Nazioni Unite - diciamo meglio dagli ispettori anglo-americani - magari sotto pesante scorta armata, a tutte le localitÓ, ad ogni angolo pi¨ sperduto dell'Iraq, nessuno escluso, qualcosa che lo stesso Segretario alla Difesa Rumsfeld si attende venga respinto dall'infame dittatore di Baghdad.

Conseguentemente, una unica alternativa: la guerra.

Mi rifiuto di credere che il tante volte annunziato attacco terroristico in Europa possa improvvisamente essere posto in atto per scuotere dal suo cosiddetto indolente e codardo anti-americanismo l'opinione pubblica sul Vecchio Continente.

Purtroppo, tutto quanto detto oggi dal signor Haarder e dall'On. Patten conferma la nostra convinzione di un divario sempre crescente tra i popoli di Europa e i loro istituti di governo, un divario che questa guerra ingigantirÓ ulteriormente con conseguenze disastrose per il futuro dell'Unione Europea."