Bruxelles, 30 gennaio 2003

 

TOTENTANZ AL PARLAMENTO EUROPEO

 

Con un conteggio alla rovescia che procede inesorabile sull'ora zero (il 4 o il 5 marzo?), il Parlamento Europeo ha discusso i rapporti di Javier Solana, Alto Rappresentante per la Pesc, di Chris Patten, Commissario alle Relazioni esterne, sulla guerra imminente "ma evitabile, che non può essere preventiva o unilaterale", ma autorizzata da una seconda risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e che comunque potrebbe essere scongiurata dalla rinunzia di Saddam Hussein alle armi di distruzione (distrazione?) totale il cui possesso viene da lui negato e finora non accertato dagli Ispettori delle Nazioni Unite.

Querulo e imbarazzato il rapporto di Solana, evasivo, faceto e disdicevole quello di Chris Patten, che non ha mancato di far sfoggio della sua eloquenza da "Oxford Debating Society" ignorando i cartelli del "No alla guerra" e della "Vecchia Europa" distribuiti dall'Europarlamentare Lucio Manisco e dal suo assistente Alessandro Cisilin e sbandierati sui loro seggi da più di duecento parlamentari.

Con 287 voti a favore, 209 contrari e 26 astensioni (tra cui quella di L.Manisco), l'Europarlamento ha approvato una risoluzione che pur registrando l'opposizione "ad ogni azione militare unilaterale" e un appoggio teorico ad una ormai improbabile "soluzione pacifica del conflitto", insiste in ben quattro dei suoi otto paragrafi sulla necessità che il dittatore iracheno rinunzi ai suoi presunti micidiali armamenti. Implicita la deduzione: se nelle prossime quattro settimane continuerà a negare di possederli, e se gli ispettori ONU non riusciranno a provarne l'esistenza, la guerra all'Iraq sarà giustificata con o senza l'approvazione del Consiglio di Sicurezza, che potrebbe comunque fare affidamento sull'astensione della Francia e della Germania.

Un balletto macabro, una "totentanz", quella inscenata nell'aula di Bruxelles, mentre otto governi dell'Unione - "mercenari" secondo il titolo in prima pagina da Libération - capeggiati da quelli di Berlusconi ed Aznar, proclamavano la loro solidarietà a George "Dubia" Bush ed assestavano così un colpo devastante al Concerto d'Europa.

(Seguono il testo inglese e la traduzione italiana dell'intervento di Lucio Manisco).

 

 

 

 

 

 

 


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