28 marzo 2003

PARLAMENTO EUROPEO

CHE NESSUNO TOCCHI GLI USA

 

di Lucio Manisco

 

Che un paese in guerra e i suoi pochi, zelanti alleati ricorrano alla propaganda per convincere il pubblico e l'inclita della giustezza della loro causa non può e non deve sorprendere nessuno, ma è in verità disdicevole quando questa propaganda diventa ipocrito opportunismo, quando viene travasata pari pari nei comportamenti di quegli stessi parlamentari europei che a livello nazionale assumono posizioni critiche nei confronti dello sciagurato conflitto in Iraq. Più che disdicevole quanto avvenuto ieri nell'assemblea di Bruxelles, dove i gruppi socialista, verde, liberale hanno visto bocciata una loro risoluzione di compromesso che in teoria, ma solo in teoria, avanzava alcune generiche critiche sulle motivazioni del conflitto, stigmatizzava il peccato e sorvolava sui peccatori. Il documento, che tra l'altro faceva sue tutte le accuse dell'amministrazione Bush al regime di Bagdad, è stato bocciato con 286 voti contrari e 207 favorevoli; oltre a risultare inaccettabile per la destra filoamericana, ha portato al rigetto sdegnato della vera sinistra, che a sua volta ha visto respinta a grande maggioranza la sua mozione di esplicita condanna. E' mai possibile che 218 parlamentari europei, tra i quali i ds e i verdi italiani, si siano fatti condizionare dalla propaganda dell'amministrazione Bush?

E' improbabile, perché le bugie e i videotape, senza sesso, stanno diventando sempre più insulsi e incredibili con il progressivo "impantanamento" delle forze della più grande potenza planetaria nelle contrade dell'antica Mesopotamia: gli ordigni che hanno seminato morte in un mercato del più popolare quartiere di Bagdad potrebbero essere stati lanciati dallo stesso perfido regime iracheno; sono state acquisite "prove" dell'intento di Saddam Hussein di far ricorso ad armi di distruzione di massa: queste prove consisterebbero in alcune centinaia di tute protettive e maschere antigas trovate in un deposito militare (non è mancata la smentita del superispettore dell'ONU Hans Blix). Secondo lo stesso criterio, le forze angloamericane dotate di analoghe e ben più efficaci tute protettive, potrebbero essere accusate dello stesso intento criminoso. Alcuni prigionieri americani, in violazione di ogni convenzione ginevrina, sarebbero stati passati per le armi: mancano per il momento le prove, ma si fanno più insistenti le voci, che trovano credito in ambienti insospettabili, secondo cui sarebbero stati fucilati molti dei "fedayyn-Saddam", catturati senza uniformi e pertanto solo parzialmente tutelati dalle convenzioni internazionali. Su una rete televisiva della RAI un fantasioso senatore Forzaitaliota ha attribuito alla risoluzione 678 dell'ONU, quella che il 29 novembre 1990 autorizzò l'uso della forza nella prima guerra del Golfo, il mandato di limitare alla sola liberazione del Kuwait il compito di quella "grande coalizione": per via di quella risoluzione così reinterpretata, George Bush padre avrebbe rinunziato al suo ingresso trionfale a Bagdad. Bush padre conosceva bene cosa fosse una guerra, per avere partecipato a quella nel Pacifico. Bush figlio ha avuto solo sentore del conflitto nel Vietnam militando eroicamente nella riserva aereonautica del Texas.

E poi naturalmente è saltata fuori questa storia dei paracadutisti americani della centotrentesima decollati dalla base di Ederle, che secondo il governo Berlusconi sarebbero scesi tra le montagne curde solo per raccogliere un po' di edelweiss. Il generale di brigata Vincent Brooks ha immediatamente sghignazzato la sua ironica smentita.

I nostri bisavoli definivano "austriacanti" quei connazionali che durante le guerre del Risorgimento si schieravano a favore dell'amministrazione di Cecco Peppe. A parte la loro assenza di spirito patriottico, non avevano poi tutti i torti: era un'amministrazione super-efficiente e dotata di dispositivi militari capaci di far fronte al piccolo esercito piemontese. A parte la superpotenza militare, la stessa cosa non si può dire oggi dell'amministrazione del nuovo Impero, che non brilla certo per onestà nella gestione della cosa pubblica, che se ne strainfischia degli interessi degli alleati, usati solo alla stregua di vassalli, di fornitori di basi militari ed eventualmente di truppe di tipo coloniale.

E naturalmente gli "austriacanti" di oggigiorno accusano chi critica i Bush, Rumsfeld & Co. di antiamericanismo, di nostalgie per l'Unione Sovietica, di disfattismo rivolto agli eroici eredi del generale La Marmora. Appunto, ieri la Crimea oggi l'Afghanistan e l'Iraq sulla strada già imboccata di una guerra perenne. Una guerra che altro non sarebbe se non il proseguimento dell'economia con altri mezzi.