Liberazione, 3 luglio 2002

TYRANNOSAURUS REX AMERICANUS

 

di Lucio Manisco

Stupisce lo stupore, sorprende la sorpresa, sgomenta lo sgomento con cui i governanti europei hanno reagito alla decisione degli Stati Uniti di tradurre in boicottaggio delle operazioni ONU in Bosnia-Erzegovina la loro opposizione al Tribunale Penale Internazionale.

Perché i casi sono due: o i dirigenti dell'UE vivono in uno stato di beata ignoranza in materia di politica interna e internazionale della superpotenza planetaria, ovvero sono degli ipocriti che si sentono delegittimati dai pronunciamenti, peraltro del tutto coerenti, del loro grande alleato e protettore.

E' forse una novità che la presente amministrazione di Washington, come del resto quelle che l'hanno preceduta, giudichino carta straccia i trattati internazionali non più rispondenti ai loro interessi, dagli impegni finanziari nei confronti dell'ONU agli accordi di Dayton, dai trattati ABM a quelli Start II e III sulla riduzione degli armamenti strategici? E non è forse vero che Presidenti come Bill Clinton siano stati sempre inclini a siglare intese come quelle sul bando alle armi chimiche e sullo stesso Tribunale Internazionale per poi rinnegarle a tutti gli effetti non raccomandandone la ratifica da parte del Senato USA?

Ora tutti si stracciano le vesti, si lamentano o addirittura inveiscono per via dell'unilateralismo dell'amministrazione Bush che, senza consultare gli alleati, respinge i protocolli di Kyoto sulla riduzione dell'effetto-serra, fa marcia indietro sull'interdizione degli esperimenti nucleari, promuove quello che può essere configurato come un colpo di Stato contro Arafat e preannunzia il ritiro del contingente USA dalla Bosnia e da ogni altra missione di "peace-keeping" se non verrà garantita l'assoluta immunità dei suoi cittadini sotto le armi. E cosa c'è mai di nuovo in tutto questo? Il multilateralismo è andato sempre bene fino a quando è stato al servizio degli interessi USA, ad esempio durante la guerra del Golfo, ma quando non ha servito quegli interessi è stato accantonato o mimetizzato sotto le procedure di questa o quella emergenza nazionale.

Lo scorso febbraio lo stesso Segretario di Stato Colin Powell, in risposta alle critiche dell'ex Ministro degli Esteri francese Hubert Vedrine, precisava in questi termini la posizione statunitense: "Noi crediamo al multilateralismo. Ma quando si tratta di principii e quando la comunità internazionale non si trova d'accordo, noi non rinunziamo a fare quello che dal nostro punto di vista va fatto, a fare cioè tutto quello che è nel nostro interesse anche se i nostri amici dissentono."

Uno dei principii a cui i governanti di Washington non hanno rinunziato e non rinunzieranno mai è che un soldato, un ufficiale, un pilota statunitense possa essere mai giudicato anche in contumacia da un tribunale straniero. Lo ha detto e ridetto in tutte le salse da circa mezzo secolo il più conservatore, ma anche il più influente legislatore degli Stati Uniti, il Senatore Jesse Helms della Carolina del Nord: "Toglietevi dalla testa di poter processare un nostro militare - ha ribadito due anni fa ai rappresentanti delle Nazioni Unite - se per assurdo qualcosa del genere dovesse accadere, noi non esiteremo a ricorrere a qualsiasi mezzo a nostra disposizione per farvela pagare cara."

Manco a farlo apposta, due mesi fa Tom De Lay, capogruppo repubblicano alla Camera dei Rappresentanti, ha convinto il Comitato per gli stanziamenti del Congresso ad autorizzare il Presidente ad intervenire per "liberare" qualsiasi cittadino americano che "dovesse cadere in mano" del Tribunale Penale Internazionale. Solo un congressista democratico ha levato la sua voce per chiedere se per caso il suo illustre collega non intendesse proporre un'invasione militare del Regno di Olanda.

Dai crimini di guerra perpetrati in Corea alla strage di cinquecento e più civili a My Lay in Vietnam, dalle violenze sessuali sulle minorenni giapponesi ad Okinawa all'eccidio di turisti europei sulla funivia del Cermis, non è stato mai permesso ad un tribunale non statunitense di incriminare e processare esponenti delle forze armate USA responsabili di questi reati contro l'umanità.

E' la legge del più forte, diventata arbitrio assoluto al di là e al di sopra di ogni legge o convenzione internazionale, tribunali dell'Aia o dichiarazioni universali dei diritti dell'uomo.

Difficile pensare oggi che i governanti d'Europa credano veramente di poter mettere un guinzaglio al Tyrannosaurus Rex Americanus, o di imporgli una dieta vegetariana. Più onesto sarebbe riconoscerne la natura carnivora, non soddisfare in continuazione i suoi crescenti appetiti ed accelerare nei limiti del possibile l'ineluttabile fine del Cretaceo.