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PRIMO CONGRESSO MONDIALE
CONTRO LA PENA DI MORTE

Strasburgo –21,22 e 23 giugno

E’ stato un importante evento nella difficile lotta dell’umanità e della giustizia contro la vendetta e la barbarie. Numerosi i convenuti da tutte le parti del mondo a Strasburgo per denunciare le tre più importanti nazioni che indulgono più che mai nell’assassinio giudiziario, la Repubblica Popolare Cinese, gli U.S.A. e il Giappone; tra I presenti personalità quali Angela Davis, Jacques Darrida, Graham Watson, Steven Hawkins, Bruce Shapiro, Robert Badinter, Michel Taube e Stefania Tallei, insieme ai presidenti di tredici parlamenti. Tra le strategie concordate da gran parte dei 400 partecipanti al congresso, l’assoluta necessità per l’Unione Europea nella prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite di imporre un voto sulla risoluzione per la moratoria come primo passo verso l’abolizione della pena capitale e di adottare misure economiche e politiche contro gli stati ove è ancora in vigore questa istituzione barbarica. I portavoce della peraltro meritoria organizzazione "Nessuno Tocchi Caino" hanno sottolineato il pericolo dell’anti americanismo ed hanno denunciato l’Autorità Palestinese per avere giustiziato due dei loro connazionali all’inizio del corrente anno: alcuni partecipanti al congresso hanno prontamente ribattezzato l’organizzazione del partito radicale "Nessuno Tocchi Caino, gli Stati Uniti ed Israele". Ingente la presenza di tutti I mass media europei, con la sola eccezione di quelli italiani. La RAI-TV ha inviato un cronista per intervistare il signor P. F. Casini, nuovo Presidente della Camera dei Deputati, precedentemente noto nel Parlamento Europeo come "L’Onorevole Bacardi" per il il suo indomito appoggio agli Stati Uniti nella loro lotta contro Cuba e contro il suo rum nazionale "Havana Club".

Dichiarazione conclusiva del primo Congresso Mondiale Contro la Pena di Morte

Messaggio di Mumia Abu-Jamal al Congresso Mondiale di Strasburgo Contro la Pena di Morte

Intervento di Lucio Manisco:
Convogliare I turisti europei verso gli stati senza la pena di morte