15 ottobre 2004

Il caso Buttiglione
e
l'onorevole rum Bacardi

Assenze e curiose iniziative nel parlamento Ue

di Lucio Manisco

In un articolo di fondo dal titolo "Rocco e i suoi fratelli" il quotidiano britannico Guardian ricordava ieri l'impegno con cui il ministro italiano per gli affari comunitari Rocco Buttiglione si era battuto per eliminare dal progetto di costituzione europea ogni salvaguardia dei diritti dei gay e delle donne. «Al signor Buttiglione - concludeva l'articolo di fondo - non si può certo chiedere, nelle sue stesse parole, di prostituire la sua coscienza, ma è altrettanto vero che questo signore non dovrebbe assumere un incarico così importante quando i suoi punti di vista confliggono con quelli di milioni di cittadini».

Esistono altri trascorsi del Nostro che hanno motivato la bocciatura da parte della Commissione per le libertà pubbliche della sua candidatura a commissario per la giustizia, la lotta alle discriminazioni, ecc. ecc. Non si tratta solo della sua partecipazione ad un governo il cui capo ha inveito a Strasburgo contro gli eurodeputati chiamandoli "turisti di democrazia", "kapò" ed amenità del genere, per non parlare delle esternazioni di altri ministri leghisti e post-fascisti. Non si tratta neanche della sua assenza dalle aule di Bruxelles e di Strasburgo quando era eurodeputato: sul sito "www. europarlament. net" si può leggere che il suo tasso di frequenza è stato tra i più bassi nel corso dell'ultima legislatura. Sono stati in molti a chiedersi tre anni fa se questo sia stato il motivo della sua nomina a ministro per le questioni europee.

La sua designazione a commissario può essere stata in parte decisa da Berlusconi per placare il partito di Follini, ma anche e soprattutto perché Rocco Buttiglione è stato da sempre la punta di diamante dell'antieuropeismo del presente governo italiano e dell'amministrazione Bush. Tralasciamo la sua riprovazione per le censure e le aspre critiche mosse dall'Europa alla violenza poliziesca del G-8 a Genova o per la condanna del Parlamento di Strasburgo delle violazioni della libertà di stampa in Italia. Soffermiamoci invece su un episodio poco conosciuto in Italia ma ben noto agli eurodeputati, un episodio che aveva meritato al Nostro tre anni fa l'appellativo di "Onorevole Bacardi".

Si parla proprio di rum e di rum cubano: nel 1973 la famiglia Arechebaia, fieramente anticastrista, rinunzia al marchio del famoso alcolico di sua proprietà che viene acquistato tre anni dopo dalla Cuba Export e registrato anche negli Stati Uniti. L'ente governativo cubano provvede quindi alla commercializzazione del prodotto nel mondo in associazione con la francese Pernod Ricard mediante la compagnia di distribuzione Havana Club Holding. Passano gli anni e l'amministrazione Bush corre ai ripari facendo approvare dal congresso la sezione 211 di una legge finanziaria che disconosce la proprietà cubana del marchio, commina pesanti sanzioni a chi distribuisca il Bacardi e gli altri rum prodotti a Cuba in Europa e nel mondo e autorizza gli eredi Arechebaia a riprendersi il marchio di un nuovo mediocre rum distillato alle Bermude.

Abrogare unilateralmente i diritti commerciali di un "trademark" è una questione maledettamente seria perché silura un principio fondamentale del commercio internazionale; di conseguenza la Commissione europea fa ricorso alla "World Trade Organization". Entra in scena l'allora eurodeputato Rocco Buttiglione insieme ad un centinaio di parlamentari di estrema destra e denunzia il passo compiuto dalla Commissione. A chi? All'Organizzazione mondiale del commercio senza passare per l'Unione Europea che viene informata in un secondo tempo con una lettera di fiere rampogne. Quanto basta per far uscire dai gangheri il commissario Lamy e lo stesso presidente Prodi che con una missiva resa di pubblica ragione censurano severamente Buttiglione & Co. per aver violato ogni procedura e statuto parlamentare.

Vista la mala parata ed anticipando il verdetto della "World Trade Organization" che poi dà ragione all'Europa, il Nostro ed alcuni dei suoi colleghi provvedono a ritirare le loro firme dal documento di denunzia.

Ecco perché, prima ancora del pasticciaccio brutto che in questi giorni ha fatto precipitare ulteriormente l'italica reputazione in Europa, Rocco Buttiglione era già conosciuto a Strasburgo come l'onorevole Bacardi.