12 dicembre 2002
Beni artistici

Bruxelles mette sotto esame
la Patrimonio SpA

di Giò Paluca

La Commissione del Parlamento Europeo per la Cultura ha accolto la richiesta dell'europarlamentare italiano Lucio Manisco ed ha fissato per il 17-18 marzo 2003 una "audizione" o indagine conoscitiva sulla legge 112 concernente la costituzione della "Patrimonio S. p. A. " e "Infrastrutture S. p. A. " per «la valorizzazione, la gestione ed alienazione del patrimonio dello Stato». L'eurodeputato del gruppo della Sinistra Unitaria ha proposto di invitare per l'occasione a Bruxelles il Ministro Giuliano Urbani, l'ex sottosegretario Vittorio Sgarbi, il prof. Salvatore Settis della Normale di Pisa, Philippe de Montebello, direttore del Metropolitan di New York ed altri direttori di istituzioni museali europee che sin dal passaggio del controverso art. 33 della legge finanziaria 2002 avevano espresso il loro allarme per un provvedimento che con l'affidamento a soggetti diversi da quelli statali della gestione del patrimonio artistico avrebbe potuto esporre a rischi gravissimi tutti i beni culturali, artistici e ambientali della Repubblica Italiana.

L'audizione del 17 e 18 marzo p. v. affronterà anche altri temi come la crisi che ha colpito alcuni grandi musei europei come il Prado, il Louvre e il British di Londra, ma è risultato chiaro a tutti i membri della Commissione presieduta dall'ex primo ministro socialista francese Michel Rocard che i provvedimenti varati da Berlusconi, Tremonti e Urbani saranno al centro del dibattito in sede europea.

La richiesta inoltrata dall'on. Manisco alcuni mesi fa aveva provocato aspre reazioni da parte del deputato di Forza Italia Mario Mauro, il quale aveva tra l'altro accusato i «comunisti» di avere in passato favorito i furti di opere d'arte italiane per poi consegnarle ai «loro amici» dell'Unione Sovietica. A parte queste stravaganti illazioni di fantapolitica, è pur vero che negli ultimi anni il centrosinistra non ha voluto o non ha saputo difendere nel rispetto del mandato costituzionale e della tradizione dello Stato unitario il patrimonio culturale italiano: è stato il prof. Salvatore Settis nel suo ultimo saggio dal titolo Italia S. p. A. a sottolineare come un primo passo verso la possibile alienazione di tale patrimonio sia stato compiuto proprio dai ministri del centrosinistra con la separazione arbitraria del criterio di tutela da quello di gestione. Diversi esponenti della Commissione parlamentare europea hanno auspicato di poter acquisire in termini fattuali e pacati dei dati certi sulle intenzioni del nostro governo, di poter cioè eliminare dalla discussione quelle battute che non fanno ridere nessuno sulla «non vendibilità della Fontana di Trevi e del Colosseo» o altre polemiche estreme secondo cui il trio Berlusconi-Tremonti-Urbani si accingerebbe a scatenare come i lanzichenecchi del sedicesimo secolo un nuovo "sacco di Roma".